Vivere in Giappone

Trovare casa in Giappone

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Se hai deciso di trasferirti in Giappone per un periodo e cerchi un posto dove abitare qui di seguito troverai alcune informazioni utili su quale tipo di abitazione scegliere, come trovare la sistemazione più adatta alle tue esigenze e soprattutto quali documenti ti serviranno. Non mi rivolgo naturalmente a chi vuole trascorrere una settimana come turista, ma a chi vuole vivere per qualche mese o qualche anno come studente o lavoratore.

Per prima cosa è bene muoversi con un certo anticipo. Il mercato immobiliare in Giappone (come in Italia) cambia di mese in mese. Per alcune sistemazioni sarà necessario prenotare con molto anticipo, per altre invece non troverai disponibilità se non un paio di mesi prima, ma in ogni caso farai bene a cercare almeno sei mesi prima della tua partenza. Anche se magari non troverai subito la sistemazione perfetta potrai renderti conto da subito delle varie soluzioni, dei prezzi e della disponibilità.

Il secondo punto da considerare è quando arriverai in Giappone. C’è una particolare stagionalità nel mercato immobiliare giapponese dovuta al fatto che tradizionalmente le nuove assunzioni e i trasferimenti all’interno delle compagnie hanno luogo tra marzo e aprile di ogni anno, per cui questi sono i mesi in cui le agenzie immobiliari ricevono più prenotazioni e risulta più difficile trovare un appartamento o una stanza libera. Se questo è il tuo caso ti consiglio di muoverti se possibile con ancora maggiore anticipo e di pensare magari a trasferirti qualche mese prima, a gennaio o febbraio, e trascorrere qualche tempo da turista prima dell’inizio dei tuoi corsi di lingua o del tuo nuovo lavoro.

Passiamo ora al motivo e al periodo di permanenza in Giappone. C’è differenza tra un turista, uno studente e un lavoratore, così come c’è differenza tra chi vuole prenotare una stanza per qualche mese e chi vuole affittare un appartamento per due anni o più. Per ovvi motivi, se la tua sarà una permanenza breve le soluzioni disponibili per te saranno diverse da quelle di chi rimarrà più a lungo e la durata del tuo permesso di soggiorno, così come il tuo status, in Giappone ti renderanno le cose più facili o più difficili a seconda del tipo di sistemazione che stai cercando. Parto dal presupposto che questa sia la tua prima volta in Giappone, poiché se hai vissuto là per qualche tempo conosci già molte delle dinamiche di quel Paese, ma in generale posso dirti che per soggiorni brevi ci sono agenzie specializzate che offrono sistemazioni a stranieri in case condivise o in appartamento e con le quali sarà più facile avere a che fare. Se invece tenterai una soluzione “fai da te” e proverai a contattare direttamente i privati che mettono in fitto degli appartamenti, preparati da subito a ricevere molti rifiuti. Non scoraggiarti e non pensare male: il fatto è che già per un giapponese, che risiede in loco ed è madrelingua, è difficile trovare una sistemazione presso un privato. I proprietari giustamente richiedono garanzie, prove della disponibilità di reddito, rassicurazioni nel caso qualcosa vada storto, eccetera. Se a questo aggiungi anche la distanza e le inevitabili barriere linguistiche, che troverai anche se parli perfettamente giapponese, puoi capire come sia complesso trovare una casa in questo modo. Del resto prova a metterti nei panni del proprietario: saresti pronto a dare in fitto la tua proprietà a una persona che non hai mai incontrato, che a volte non si esprime in maniera chiara (oppure che non sei sicuro abbia capito bene tutto quello che c’è da capire nel contratto), e che non ha parenti o amici nel Paese che possano dare una mano nel caso gli succeda qualcosa oppure nel caso sparisca da un giorno all’altro senza dare notizie? Se vai in Giappone in qualità di impiegato, specialmente per una grande compagnia molto conosciuta, e hai intenzione di rimanere per molto tempo, allora è molto più probabile che otterrai credito da parte di un proprietario. Se ti presenti come studente o come turista dovrai mettere avanti molte più garanzie, altrimenti ti consiglio di non affidarti a soluzioni “fai da te” e chiedere l’aiuto di un’agenzia.

Le condizioni cambiano molto a seconda se la tua destinazione è una città maggiore o un’area rurale.A Tokyo non avrai troppi problemi a trovare strutture adatte in ogni zona della città o in periferia. Nelle altre città maggiori come Osaka, Nagoya, Kyoto, Sapporo, Fukuoka, potresti invece trovare meno disponibilità. Nel caso (improbabile) che debba trasferirti in una città minore o in una zona rurale, presumo che tu lo stia facendo perché la compagnia per cui lavorerai ha uno stabilimento da quelle parti e con ogni probabilità una convenzione con un hotel o un complesso di appartamenti, oppure possiede addirittura una propria struttura. Se non è così, potresti avere molti problemi a trovare una sistemazione poiché le agenzie immobiliari per stranieri raramente lavorano in zone rurali e l’ostacolo della lingua diventa molto più serio, specialmente considerando che non tutti i giapponesi parlano e capiscono l’inglese!

Parliamo ora delle soluzioni disponibili per te a seconda del periodo che trascorrerai in Giappone.

  • Se la durata del tuo soggiorno è di qualche mese e non ti dispiace vivere assieme ad altre persone, specialmente con giapponesi per poter comunicare tutti i giorni e “assorbire” quanto più possibile, il mio consiglio è cercare una casa condivisa o sharehouse. Se vai a Tokyo puoi anche contattare i miei amici di Borderless Tokyo.  Se preferisci vivere da solo, Borderless Tokyo possiede anche un complesso di mini-appartamenti. Il vantaggio di una sharehouse è che, specialmente se è la prima volta che vai in Giappone, avrai subito modo di conoscere nuove persone ed esercitare tutti i giorni il tuo giapponese.
  • Se preferisci vivere da solo ci sono molte agenzie che offrono monolocali ammobiliati a studenti e lavoratori. Queste agenzie sono abituate a lavorare anche con gli stranieri e spesso hanno un ufficio estero, quindi non avrai molti problemi di comunicazione, ma il costo è relativamente alto a causa delle spese iniziali e a volte l’agenzia richiede un impegno minimo di due anni. Puoi sempre rescindere il contratto prima della scadenza ma a fronte di una penale. Si tratta quasi sempre di sistemazioni pensate per una sola persona, quindi di monolocali in media di 20-25 mq.
  • Infine, se hai intenzione di trasferirti in Giappone per qualche anno e magari hai un partner o un coniuge puoi cercare invece un appartamento, sia per conto tuo che tramite un’agenzia per stranieri. I miei amici di AghartA hanno aiutato mia moglie e me a trovare il nostro primo appartamento e ti consiglio di chiamarli se vuoi trovare casa senza problemi a Tokyo. Affidarti a un’agenzia ti costerà di più ma ti darà molte più possibilità di successo che cercare da solo. In ogni caso prendere in affitto un appartamento ti richiederà determinate procedure e qualche spesa anticipata, per cui segui il resto dell’articolo per sapere di cosa avrai bisogno e quanto dovrai spendere.

Una volta scelto il tipo di sistemazione, dove trovare le informazioni sulle varie soluzioni disponibili? Se stai cercando una sistemazione in sharehouse o in monolocale ammobiliato, ci sono molte risorse a disposizione anche in inglese poiché queste soluzioni sono dedicate agli stranieri. Ad esempio se vuoi vivere a Tokyo ti basterà cercare su un qualunque motore di ricerca “sharehouse Tokyo” o “apartment Tokyo”. Se invece quello che ti serve è un appartamento per due o più persone ti servirà un po’ di conoscenza della lingua giapponese perché raramente i siti immobiliari hanno anche una sezione in lingua inglese. Ecco un elenco di siti che possono aiutarti nella ricerca:

Se è la prima volta che cerchi casa ti sarà utile anche conoscere un po’ di lessico immobiliare così da orientarti nella scelta. Una fudōsanya 不動産屋 è una agenzia immobiliare e si occupa di chintai bukken 賃貸物件 o proprietà in affitto. Presso una fudōsanya puoi cercare un apāto アパート o una mansion マンション. La differenza tra questi due tipi di sistemazioni sta essenzialmente solo nel tipo di edificio: una mansion è solitamente un’unità immobiliare posta all’interno di un palazzo di tre o più piani realizzato in cemento, mentre un apāto è un’unità inserita all’interno di un edificio di dimensioni minori e realizzato con materiali più leggeri come legno o alluminio. Ti sconsiglio personalmente gli appartamenti in legno o mokuzo 木造, in particolare se molto vecchi poiché potresti trovare qualche “sorpresa”: ai giapponesi non dà fastidio l’occasionale topolino e, specialmente a Tokyo da luglio in poi, l’eventuale blatta di passaggio, ma se da occidentale non sei abituato segui il mio consiglio e ti risparmierai qualche spavento. Cerca invece appartamenti in concrīto コンクリート, che come avrai forse intuito sono in cemento. Se hai un bel po’ di soldini potresti addirittura cercare una ikkodate 一戸建て o villetta indipendente. Ti raccomando inoltre di cercare una casa ammobiliata o kagutsuki 家具付き.

Specialmente nelle grandi città ti conviene studiare bene i collegamenti fino alla scuola o al luogo di lavoro e poi cercare le stazioni che si trovano lungo i percorsi ferroviari fino alla tua destinazione. La maggior parte dei siti immobiliari giapponesi permette una ricerca “per stazione” (eki 駅) e consente di trovare sistemazioni in un certo raggio a partire dalla stazione desiderata, così non dovrai camminare troppo per raggiungerla ogni mattina. Spesso le scuole di lingua o le principali attività economiche si trovano in zone della città dove gli affitti sono molto alti e può essere conveniente invece trovare un posto dove stare a una certa distanza dal luogo di studio o lavoro. Ti consiglio un semplice metodo per calcolare dove è più conveniente abitare rispetto al luogo dove dovrai lavorare o studiare:

  • Per prima cosa cerca le sistemazioni intorno alla stazione più vicina e prendi nota dell’affitto mensile.
  • In seguito fai la stessa cosa con le stazioni che si trovano sulle linee ferroviarie collegate a quella stazione.
  • Vai sul sito della compagnia ferroviaria che serve quella linea e cerca il prezzo dell’abbonamento mensile o teikiken 定期券fino alla tua destinazione.

Se gli affitti nelle vicinanze della scuola o luogo di lavoro sono più alti del totale affitto+abbonamento ferroviario che pagheresti se abitassi nelle vicinanze di una delle stazioni collegate, ti converrà vivere un po’ più lontano. Ti sconsiglio comunque di cercare casa a più di un’ora di viaggio dalla tua destinazione.

Per indicare la tipologia di stanza si usa una certa terminologia. Un monolocale è detto semplicemente one room ワンルーム e può contenere un angolo cottura e una toilette con doccia, per gli appartamenti composti da più ambienti si usa una sigla composta dal numero di stanze seguite dalla lettera L se l’appartamento ha un soggiorno (living), dalla lettera D se ha una stanza da pranzo (dining) e dalla lettera K se ha una cucina (kitchen), sempre in quest’ordine. Per esempio un 1DK è un appartamento composto da una camera da letto, una sala da pranzo e una cucina (quindi teoricamente sono 2 stanze e una cucina), un 2LDK è un’unità composta da due camera da letto, una sala da pranzo, un soggiorno e una cucina (quindi 4 stanze e cucina), eccetera. Attenzione anche alle indicazioni dei piani: in Giappone non esiste il piano terra e quando si dice ikkai 一階 o primo piano si indica in realtà il piano terra, nikai 二階 o secondo piano è il nostro primo piano, e così via.

Quanto costa prendere in affitto una stanza o un appartamento in Giappone? Dipende non solo dal tipo di sistemazione, ma anche dal luogo in cui vuoi vivere e dal fatto che ti sia affidato o meno a un’agenzia. In media una sistemazione a Tokyo può costare anche il 50% in più che in qualunque altra città in Giappone. Una stanza in sharehouse vi costerà intorno ai ¥45.000 al mese (¥60.000 a Tokyo). Un monolocale arredato in condominio per lavoratori può costarvi intorno ai ¥60.000 (¥75.000 a Tokyo). Il costo di un appartamento può variare molto, ma in proporzione gli affitti saranno molto più bassi rispetto a una sharehouse o un monolocale arredato.

I costi iniziali per prendere una casa in affitto comprendono di solito una o due mensilità di cauzione (shikikin 敷金) e due o più mesi di affitto anticipato. Se vi siete affidati a un’agenzia dovrete versare una mensilità anche a loro, ma nella maggior parte dei casi ne varrà la pena per il tempo e i fastidi risparmiati. Purtroppo è una pratica ancora diffusa specialmente presso i privati richiedere, come prova di buona fede dell’inquilino, due o tre mensilità in regalo: è il cosiddetto reikin 礼金 o key money ed è una di quelle usanze arcaiche non regolate dalla legge che stentano a scomparire. Per fortuna i siti e le agenzie immobiliari consentono di cercare appartamenti che non richiedono il key money, per cui ti consiglio di cercare sempre sistemazioni reikin nashi 礼金なし. Fai attenzione inoltre ai costi di pulizia in entrata e in uscita, alle assicurazioni obbligatorie (tutte le case in Giappone devono essere assicurate contro incendi e terremoti), infine al metodo di pagamento richiesto. Spesso per evitare le difficoltà legate ai pagamenti i proprietari e le agenzie richiedono di sottoscrivere una carta di credito, specie se convenzionati con quel particolare istituto bancario, perciò informati bene anche su questo punto.

Oltre alla documentazione legale, specie se prendi un appartamento in affitto presso un privato, potrebbero esserti richieste altre prove del tuo status in Giappone, delle tue condizioni economiche, eccetera. Prima di tutto ti servirà che il tuo passaporto sia in corso di validità e ti occorrerà una copia della tua residence card (di cui parlo in questo articolo). Se sei un turista o uno studente ti occorrerà dare prova del fatto che puoi mantenerti in Giappone per tutta la durata del tuo soggiorno senza dover lavorare: assicurati quindi di avere un conto in banca intestato a tuo nome (o a nome dei tuoi genitori se sei minorenne) con risorse sufficienti. Fatti rilasciare dalla banca un estratto conto in lingua inglese e richiedi il timbro della filiale e la firma del responsabile di filiale. Teoricamente le banche italiane non sono tenute a timbrare e firmare un estratto conto a causa delle leggi sul segreto bancario, ma se incontri difficoltà chiedi di parlare con il direttore di filiale e spiegagli la situazione. È veramente fondamentale per poter affittare una casa in Giappone che tu dia prova delle tue risorse, quindi richiedi sempre un estratto conto timbrato e firmato. Se lavori, ti basterà presentare il tuo contratto di lavoro e se possibile una lettera di presentazione firmata dal tuo datore di lavoro. Inoltre dovrai indicare all’agenzia o al proprietario anche il nome di una persona che ti farà da garante nel caso ti succeda qualcosa oppure se non riuscissi più a pagare l’affitto. Non scandalizzarti troppo: in Italia succede lo stesso a molte persone, specialmente quelle che lavorano con un contratto a termine. Sarebbe meglio inoltre che il tuo garante fosse giapponese. Non so come metterla in maniera gentile, quindi non lo farò: nel caso tu fuggissi da un giorno all’altro o ti capitasse qualcosa e dovessi finire all’ospedale, per il padrone di casa sarebbe molto più facile contattare una persona che risiede in Giappone piuttosto che un garante che vive all’estero, quindi avere un garante giapponese è un punto a tuo favore. Come sempre, non gridare “allo scandalo!”: se fossi il proprietario dell’appartamento con ogni probabilità faresti lo stesso. Il garante dovrà firmare un documento in cui si impegna a essere responsabile per te qualora ce ne fosse bisogno. Se non conosci nessuno in Giappone che potrebbe farti da garante, chiedi consiglio al tuo datore di lavoro.

Uno specifico consiglio rivolto alle coppie: se volete vivere in due, tenetevi pronti a giustificare la vostra relazione! Potrete pensare che sono giustamente fatti vostri e non del padrone di casa, ma seguitemi per un attimo: se siete in due a prendere in affitto l’appartamento, è probabile che a pagarlo siate entrambi e, se doveste separarvi, potreste non essere capaci di mantenerlo. Quando ero ancora fidanzato con mia moglie mi è servito un po’ a convincere la padrona di casa che eravamo fidanzati ufficialmente, che stavamo per sposarci l’anno seguente, eccetera. Se siete sposati, portate con voi un certificato di matrimonio in lingua inglese e se possibile la prova che avete un conto congiunto. Magari mostrate spesso le fedi, così per caso, e di scambiarvi qualche smanceria, magari rivolgetevi tra di voi chiamandovi anata あなた che è il modo in cui i coniugi si parlano tra di loro in Giappone. In tutti gli altri casi rassicurate in tutti i modi il padrone di casa che vi sposerete presto, che sia vero o no, l’importante è dimostrare che uno dei due non se ne andrà lasciando l’altro incapace di pagare l’affitto. Può sembrare una sciocchezza ma, a parte il fatto che alcuni proprietari hanno ancora un modo di pensare un po’ antiquato, per il padrone di casa ci sono solide ragioni economiche per preferire una coppia sposata a due persone la cui relazione non è ben definita.

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